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Là, dove il mare del Chiatamone è più tempestoso, spumando contro le nere rocce che sono le inattaccabili fondamenta del Castello dell'Ovo, dove lo sguardo malinconico del pensatore scopre un paesaggio triste che gli fa gelare il cuore, era altre volte, nel tempo dei tempi, prima della nascita del Cristo Redentore, un'isola larga e fiorita che veniva chiamata Megaride o Megara che significa grande nell'idioma di Grecia. Quel pezzo di terra s'era staccato dalla riva di Platamonia, ma non s'era allontanato di molto: e quasi che il fermento primaverile passasse dalla collina all'isola, per le onde del mare, come la bella stagione coronava di rose e di fiori d'arancio il colle, così l'isola fioriva tutta in mezzo al mare come un gigantesco gruppo di fiori che la natura vi facesse sorgere, come un altare elevato a Flora, la olezzante dea. Nelle notti estive dall'isola partivano lievi concenti e sotto il raggio della luna pareva che le ninfe marine, ombre leggiere, vi danzassero una danza sacra ed inebriante; onde il viatore della riva, colpito dal rispetto alla divinità, torceva gli occhi allontanandosi, e le coppie di amanti cui era bello errate abbracciati sulla spiaggia davano un saluto all'isola e chinavano lo sguardo per non turbare la sacra danza.

Certo l'isola doveva essere abitata, ne' suoi cespugli verdi, nei suoi alberi, nei suoi prati, nei suoi canneti,: dalle Nerèidi e dalle Drìadi: altrimenti non sarebbe stata così gaia sotto il sole, così celestiale sotto il raggio lunare, sempre colorita, sempre serena, sempre profumata. Era divina, poiché gli Dèi l'abitavano.
Da "Leggende Napoletane" di Matilde Serao
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| Benvenuti sull'Isola di Megaride
Mitologicamente, Megaride è l'isola dove la deriva del mare posò il corpo della sirena Partenope e dove oggi risiede il Castel dell'Ovo. La storia di Megaride è la nostra essenza, un ritorno alle origini, allo spirito libero che indissolubilmente lega la nostra tradizione e la sua interpretazione a forme d'arte come la musica, il teatro e la poesia, che abbiamo racchiuso in un termine solo: MEGARIDEA.
Megaride è unisola che rappresenta la nascita di Napoli e delle nostre tradizioni. Ecco perché il repertorio di Megaridea è basato esclusivamente sulle varie forme despressione artistica che la nostra terra ha partorito, utilizzando strumenti, maschere, immagini e tutto ciò che è tipico della cultura napoletana e più in generale del Meridione dItalia. Conoscere la storia di Napoli e del Sud aumenta la consapevolezza nei propri mezzi e contribuisce a sviluppare quel senso dappartenenza puro e vero, che si alimenta nel prodigarsi quotidianamente per la propria terra, ma nello stesso tempo svincola dalle sterili faziosità dei campanili che generano soltanto divisioni.
Come tutte le terre bagnate dal mare e per le tante dominazioni subite nella storia, Napoli ha sempre amalgamato la sua cultura con quelle dei tanti popoli che l'hanno assoggettata, dai Saraceni agli Spagnoli, dai Normanni ai Francesi. Forse è per seguire il destino della nostra terra che sentiamo il bisogno di unire la musica napoletana a ritmi e sonorità musicali derivanti da altre culture, diventando noi stessi spettatori e protagonisti di uno spettacolo infinito che unisce tutti i popoli del mondo, nel nome di una integrazione culturale che rispetta le differenze e le unisce in quel magico universo chiamato Arte, unico vero antidoto alla globalizzazione che ci vuole tutti uguali.
L'energia dell'isola di Megaride c'invita, a distanza di millenni, a percorrere con la musica un viaggio senza spazio e senza tempo, ci stimola a sognare con la poesia, ci aiuta a rivivere la storia con il teatro
cercando di creare insieme quei momenti daggregazione che se condivisi, spesso, riescono a partorire delle vere e proprie emozioni.
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